Come ci si ammala di Legionellosi?

La legionellosi è un’infezione polmonare causata da batteri del genere Legionella.
Ci si ammala quando si respirano minuscole goccioline di acqua contaminata che arrivano fino in profondità nei polmoni.
Non è una malattia che si prende bevendo acqua o mangiando cibi contaminati, ma quasi sempre tramite aerosol di acqua.

Che cos’è la Legionella e dove vive

La Legionella è un batterio che vive naturalmente in fiumi, laghi e acque superficiali.
Da questi ambienti può colonizzare gli impianti idrici artificiali di edifici e strutture.
Si trova soprattutto in acque tiepide, tra circa 20 °C e 45 °C, dove riesce a moltiplicarsi.
All’interno delle tubazioni e dei serbatoi si annida spesso nel biofilm, una patina di microrganismi attaccata alle superfici interne.
La presenza di ristagni, incrostazioni, calcare e sporco facilita la sopravvivenza e la crescita del batterio.

Come avviene il contagio

La modalità principale di contagio è l’inalazione di aerosol di acqua contaminata.
Per aerosol si intende una nuvola di micro goccioline che si formano quando l’acqua viene nebulizzata, spruzzata o fortemente agitata.
Queste goccioline sono talmente piccole da restare sospese nell’aria e possono essere respirate senza accorgersene.
Quando vengono inspirate, alcune particelle riescono a superare le vie respiratorie superiori e arrivano fino agli alveoli polmonari.
Se nella persona esposta ci sono condizioni favorevoli, i batteri di Legionella possono moltiplicarsi nel polmone e dare origine alla malattia.

Perché l’acqua da bere non è il problema principale

Molte persone pensano che la legionellosi si prenda bevendo acqua contaminata.
In realtà il rischio maggiore non è l’ingestione, ma la respirazione.
Lo stomaco contiene acido cloridrico che, nella maggior parte dei casi, riduce drasticamente la sopravvivenza dei batteri ingeriti.
Al contrario, nei polmoni i batteri trovano un ambiente più favorevole per insediarsi, soprattutto in soggetti fragili.
Fanno eccezione alcune persone con problemi neurologici o di deglutizione in cui acqua o saliva possono “andare di traverso” nei polmoni.
In questi casi può esistere anche una via di infezione per microaspirazione di acqua contaminata.

Situazioni e impianti a rischio nella vita di tutti i giorni

Ci si ammala di legionellosi quando si respira aerosol contaminato generato da specifici impianti o apparecchi.
Alcuni esempi tipici sono docce, soffioni e flessibili con incrostazioni o poco utilizzati.
Altre situazioni critiche riguardano vasche idromassaggio, whirlpool e spa con acqua in ricircolo e temperature tiepide.
Anche torri evaporative, condensatori evaporativi e alcuni circuiti di climatizzazione industriale possono produrre aerosol contaminato.
Serbatoi, autoclavi e reti idriche con ristagni e tratti terminali poco usati aumentano il rischio di colonizzazione e diffusione di Legionella.
Impianti di distribuzione acqua calda con temperature troppo basse o non uniformi favoriscono la moltiplicazione del batterio.
Strutture come hotel, RSA, ospedali, palestre, piscine e condomìni con impianti complessi hanno un rischio maggiore se la manutenzione non è corretta.

Chi rischia di più di ammalarsi

Non tutte le persone che respirano Legionella sviluppano la malattia.
Molti soggetti sani possono entrare in contatto con il batterio senza ammalarsi grazie alle difese del sistema immunitario.
Il rischio di sviluppare una vera legionellosi aumenta in presenza di alcuni fattori.
I principali sono età avanzata, soprattutto oltre i 60 anni, e malattie croniche respiratorie o cardiache.
Anche la presenza di patologie che indeboliscono il sistema immunitario, come tumori, terapie immunosoppressive o uso prolungato di cortisonici, aumenta il rischio.
Il fumo di sigaretta è un importante fattore che facilita l’infezione polmonare da Legionella.
Anche il diabete e altre malattie metaboliche possono ridurre la capacità di difesa dell’organismo.

Dalla Legionella nei polmoni alla malattia

Una volta respirati, i batteri di Legionella arrivano agli alveoli polmonari.
Qui vengono fagocitati da particolari cellule di difesa chiamate macrofagi.
In un soggetto sano, i macrofagi dovrebbero distruggere i batteri e risolvere il problema.
La Legionella però è in grado di sopravvivere all’interno dei macrofagi e di usarli come “fabbrica” per moltiplicarsi.
Il batterio blocca i normali meccanismi di digestione della cellula e si replica al suo interno.
Quando i macrofagi pieni di batteri si rompono, la Legionella si diffonde nel tessuto polmonare.
Questo processo porta a un’infiammazione intensa del polmone che si manifesta come polmonite, spesso grave.

Le forme di malattia: malattia del legionario e febbre di Pontiac

La legionellosi non è una sola malattia, ma un gruppo di quadri clinici.
La forma più nota e temuta è la malattia del legionario, una polmonite acuta spesso severa.
Si manifesta con febbre alta, tosse, difficoltà respiratoria, dolore toracico, malessere generale e spesso disturbi gastrointestinali o neurologici.
È una condizione che richiede diagnosi rapida e terapia antibiotica mirata.
Esiste anche una forma più lieve chiamata febbre di Pontiac.
In questo caso i sintomi sono simili a un’influenza con febbre, dolori muscolari e stanchezza, ma senza polmonite.
La febbre di Pontiac tende a risolversi spontaneamente e ha un decorso più benigno.

Periodo di incubazione: dopo quanto tempo ci si ammala

Il tempo che passa tra l’esposizione alla Legionella e la comparsa dei sintomi si chiama periodo di incubazione.
Per la malattia del legionario di solito va da 2 a 10 giorni.
In alcuni casi può arrivare fino a circa 14 giorni.
Per la febbre di Pontiac l’incubazione è più breve e i sintomi possono comparire dopo 24–72 ore dall’esposizione.
Queste informazioni sono importanti quando si deve ricostruire dove e come è avvenuto il contagio.

Quanto è contagiosa da persona a persona

Una domanda molto frequente è se la legionellosi sia contagiosa tra persone.
In generale la risposta è no.
La via tipica di trasmissione non è da persona a persona, ma dall’ambiente alla persona tramite aerosol contaminato.
Sono stati descritti in letteratura rarissimi casi sospetti di trasmissione interumana, ma si tratta di eccezioni.
Nella pratica, il rischio principale rimane sempre legato agli impianti idrici e alle apparecchiature che generano aerosol.

Come si riduce il rischio di ammalarsi di legionellosi

Anche se il batterio è diffuso in natura, ci si ammala soprattutto quando gli impianti non sono progettati, gestiti e mantenuti correttamente.
Per ridurre il rischio è fondamentale controllare temperature, ristagni e formazione di biofilm nelle reti idriche.
Mantenere l’acqua calda a temperature adeguate e evitare lunghi tratti poco utilizzati aiuta a limitare la proliferazione del batterio.
Operazioni periodiche di lavaggio, disincrostazione, sanificazione e monitoraggio microbiologico sono essenziali negli edifici complessi.
Docce e soffioni dovrebbero essere puliti, decalcificati e fatti scorrere regolarmente, soprattutto dopo periodi di inutilizzo.
Serbatoi, autoclavi e accumuli necessitano di piani di manutenzione e controlli programmati.
Nelle strutture con persone fragili, come ospedali e RSA, i protocolli di prevenzione devono essere ancora più rigorosi.
Per i singoli cittadini, scegliere strutture che dimostrano attenzione alla manutenzione degli impianti è un ulteriore elemento di sicurezza.

In sintesi: quando e perché ci si ammala di legionellosi

Ci si ammala di legionellosi quando si respira aerosol di acqua contaminata da Legionella che riesce a raggiungere i polmoni.
Il rischio aumenta se gli impianti idrici sono trascurati, se le temperature favoriscono la crescita dei batteri e se siamo esposti in ambienti dove l’acqua viene nebulizzata.
Non tutte le persone esposte si ammalano.
I soggetti fragili, fumatori, anziani o con difese immunitarie ridotte sono i più vulnerabili.
La prevenzione passa dalla gestione corretta degli impianti, da programmi di monitoraggio e da una maggiore consapevolezza dei luoghi e delle situazioni a rischio.

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