L’idea che l’acqua gasata aiuti la digestione è molto diffusa.
Ma quanto c’è di scientifico in questa convinzione?
Per rispondere bisogna capire cosa accade nello stomaco quando introduciamo acqua frizzante e quali effetti reali può avere su digestione, gonfiore e benessere complessivo.
L’acqua gasata contiene anidride carbonica disciolta.
Una volta ingerita, questa CO₂ si libera sotto forma di piccole bolle che aumentano leggermente la distensione dello stomaco.
Questa distensione attiva recettori gastrici che stimolano la peristalsi, cioè i movimenti che aiutano il cibo a procedere lungo l’apparato digerente.
Ecco perché molte persone avvertono una sensazione di sollievo o una digestione più rapida.
Non si tratta di un effetto chimico, ma di una risposta meccanica naturale dello stomaco.
L’effetto però non è uguale per tutti.
Chi soffre di gastrite, reflusso, ernia iatale o sensibilità gastrica può notare un peggioramento dei sintomi.
La gasatura può aumentare l’acidità percepita e favorire eruttazioni che, nei soggetti predisposti, accentuano il bruciore.
Per chi non ha disturbi gastrointestinali, invece, l’acqua frizzante può risultare un piccolo aiuto.
Non fa digerire in senso stretto, ma può facilitare la motilità gastrica e dare un senso di leggerezza.
Anche la temperatura è importante.
Le acque molto fredde rallentano lo svuotamento gastrico.
A temperatura ambiente o leggermente fresca, l’effetto risulta più equilibrato e meno stressante per lo stomaco.
In conclusione, l’acqua gasata non è un digestivo, ma può favorire la digestione in alcune persone.
Altri possono trovarla fastidiosa.
La regola migliore è ascoltare il proprio corpo: chi la tollera bene può usarla tranquillamente dopo i pasti, chi avverte fastidi dovrebbe preferire l’acqua naturale.